
EMERGENZA CINGHIALI NEI PAESI E NELLE CITTA’ DI LUIGI TRANFA
Settembre 30, 2026
Luigi Ambrosone, vent’anni a Palazzo Mosti e un legame politico con Clemente Mastella Di Luigi Tranfa
Ottobre 6, 2026
C’è un legame profondo tra il dottor Carlo Iannace e il territorio sannita. Nato a San Leucio del Sannio, ha costruito in quarant’anni di professione una importante carriera nel campo della medicina, dedicando gran parte della sua attività alla senologia, alla cura e soprattutto alla prevenzione del tumore della mammella.
Laureato in Medicina e Chirurgia, ha maturato una lunga esperienza professionale ad Avellino, dove è diventato un punto di riferimento per numerose pazienti. Accanto all’attività medica, negli anni ha portato avanti un forte impegno nella prevenzione, partecipando a numerose iniziative e giornate dedicate alla salute, anche direttamente nei comuni e nelle comunità.
Un percorso professionale importante, partito dal Sannio e sviluppatosi in Irpinia, senza però dimenticare le proprie radici.
Abbiamo incontrato il dottor Carlo Iannace per parlare della sua storia, del rapporto con il territorio, della medicina, della prevenzione e dell’importanza di non trascurare la propria salute.
Dottor Iannace, partiamo da San Leucio del Sannio. Quanto hanno inciso le sue origini nella persona e nel medico che è diventato?
Le origini hanno inciso moltissimo. Sono profondamente legato a San Leucio del Sannio e al Sannio. È il territorio dove sono cresciuto e dove ho imparato valori importanti come il rispetto, la solidarietà e l’attenzione verso gli altri. Credo che una parte importante della persona e del medico che sono oggi sia nata proprio lì.
Quando ha capito che avrebbe voluto fare il medico?
È stato un desiderio che ho avuto fin da giovane. Volevo svolgere una professione che mi permettesse di essere utile alle persone. Con gli studi e le esperienze professionali ho poi trovato nella senologia la mia strada.
La prevenzione è una delle parole che accompagnano maggiormente il suo lavoro. Perché è così importante?
Perché arrivare prima può fare una grande differenza. La prevenzione e la diagnosi precoce permettono di individuare eventuali problemi quando è ancora possibile intervenire tempestivamente. Per questo dico sempre che non bisogna aspettare di stare male per occuparsi della propria salute.
Lei ha partecipato a numerose iniziative di prevenzione direttamente nei comuni. Perché è importante portare la medicina vicino alle persone?
Perché la medicina deve essere vicina alle persone. Non tutti hanno le stesse possibilità e non tutti riescono ad accedere facilmente ai servizi sanitari. Portare la prevenzione nelle comunità significa andare incontro ai cittadini e ricordare loro quanto sia importante prendersi cura della propria salute.
Nel rapporto con le pazienti quanto conta l’aspetto umano?
Conta moltissimo. Davanti al medico non c’è soltanto una malattia, ma una persona, con le proprie paure, le proprie speranze e la propria famiglia. Il medico deve curare, ma deve anche saper ascoltare e dare fiducia. L’aspetto umano della professione non può mai essere messo in secondo piano.
Dopo tanti anni di professione, cosa le hanno insegnato le persone che ha incontrato durante il suo percorso?
Mi hanno insegnato tantissimo. Ogni paziente lascia qualcosa e ogni storia è diversa. La medicina ti mette continuamente davanti alla fragilità dell’essere umano, ma allo stesso tempo ti fa comprendere quanto siano importanti la forza, la speranza e la voglia di combattere.
Qual è il messaggio che vorrebbe rivolgere alle donne che hanno paura di sottoporsi a un controllo?
Di non avere paura della prevenzione. Un controllo non deve essere visto come qualcosa di negativo, ma come un gesto di attenzione verso se stesse. Prendersi cura della propria salute significa anche avere il coraggio di fare un controllo quando necessario.
Che consiglio darebbe ai giovani che vogliono intraprendere la professione medica?
Di studiare molto, di aggiornarsi continuamente e di non dimenticare mai che la medicina è soprattutto una professione al servizio delle persone. La preparazione scientifica è fondamentale, ma altrettanto importante è mantenere sempre sensibilità e rispetto nei confronti del paziente.
Infine, cosa rappresenta oggi per lei il Sannio?
Il Sannio rappresenta le mie radici. È il luogo da cui sono partito e al quale continuo a sentirmi profondamente legato. Le proprie origini non si dimenticano mai e, quando si ha la possibilità di contribuire alla salute del territorio, è motivo di grande soddisfazione.




