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Una riflessione sulla vicenda di Palazzo Mosti
La vicenda giudiziaria che sta interessando il Comune di Benevento merita attenzione, ma anche equilibrio. Le indagini sono in corso e coinvolgono 17 persone, tra dirigenti e funzionari, imprenditori, tecnici e amministratori. Al momento, però, siamo di fronte a un’indagine e non a sentenze definitive.
Proprio per questo sarebbe sbagliato trasformare un’inchiesta giudiziaria in una sorta di processo mediatico, attribuendo responsabilità prima ancora che gli accertamenti siano conclusi. La presunzione di innocenza non può essere considerata un principio valido soltanto quando riguarda persone politicamente vicine a noi: deve valere per tutti.
In questo quadro va sottolineato un elemento preciso: Clemente Mastella non risulta indagato nell’inchiesta.
È dunque necessario separare le responsabilità personali dalle responsabilità politiche. Se un funzionario o un dirigente pubblico dovesse essere riconosciuto responsabile di eventuali illeciti, sarà chiamato a risponderne personalmente. Non può esistere un automatismo per cui ogni comportamento eventualmente illegale di un dipendente comunale debba ricadere direttamente sul sindaco.
Clemente Mastella, inoltre, non può essere considerato responsabile di ogni azione compiuta da persone che lavorano all’interno della macchina amministrativa. Un sindaco ha responsabilità politiche e amministrative, ma non può essere chiamato a rispondere penalmente per ogni eventuale condotta individuale di un dirigente o di un funzionario.
È una questione di principio che dovrebbe valere in ogni schieramento. Nessun partito è immune dal fatto che singole persone possano sbagliare o essere coinvolte in vicende giudiziarie. È accaduto e può accadere in tutti i partiti, compreso il PD. E non risulta che Mastella abbia mai ritenuto automaticamente responsabili i vertici di altri partiti per le vicende giudiziarie riguardanti singoli esponenti.
Per questo sarebbe opportuno abbassare i toni e lasciare lavorare la magistratura. Le indagini dovranno chiarire che cosa sia realmente accaduto, distinguendo le ipotesi investigative dalle responsabilità che eventualmente saranno accertate.
Prima delle sentenze dei giornali, dei social e della politica, devono arrivare le sentenze della giustizia.
Clemente Mastella, allo stato delle informazioni disponibili, non è indagato in questa vicenda. Ed è quindi doveroso evitare di coinvolgerlo politicamente o personalmente in responsabilità che, qualora venissero accertate, dovranno essere attribuite esclusivamente a chi le ha commesse.
Il garantismo non dovrebbe avere colore politico. Vale per chi è vicino a Clemente Mastella e per chi appartiene a qualsiasi altro partito. È questo il momento della prudenza, dell’equilibrio e del rispetto delle regole: prima di emettere sentenze, aspettiamo che siano le indagini a stabilire la verità dei fatti.
Una piccola ed ultima considerazione personale : conosco Clemente Mastella e lo reputo una persona onesta corretta con un percorso politico di 50 anni nelle istituzioni, tra ministro, parlamentare, sindaco di ceppaloni e da anni sindaco di Benevento, non ha mai commesso reati. Cristiano cattolico, ha sempre fatto e continuerà a fare il bene per la popolazione di Benevento.
Luigi Tranfa




