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A volte ci si imbatte in situazioni che turbano lo spirito di carità e si vorrebbe dare una soluzione, per trovare un sicuro lavoro serio e non un’elemosina momentanea a chi è emarginato al punto da far pensare (ad alcuni) all’annullamento stesso della persona in quanto tale.
Se si parla di elemosina verso chi si trova in condizioni “repellenti” allora perché, nel concedere aiuti di Stato, si teme la rancorosa “invidia” da parte di chi dovrebbe invece essere fiero di non trovarsi nelle stesse condizioni?
Davvero e’ serio pensare che qualcuno lascerebbe la propria collocazione lavorativa per abbandonarsi alla sopravvivenza con il solo costituzionale aiuto di Stato?
In realtà è semplicemente ridicolo (anche solo ipotizzare) che chi lavora per realizzare se stesso, con i suoi traguardi ed aspirazioni dopo sacrifici per acquisire le proprie competenze, possa “invidiare” quattro soldi donati per la sopravvivenza di sfortunati concittadini.
Ed in effetti è raro vedere qualche benestante benpensante che, con caparbia ed anticristiana spilorceria, attacca il sostegno economico verso gli emarginati indigenti.
Più probabile invece è riscontrare “risentimento” in chi, per portare a casa almeno il doppio dell’aiuto di Stato, fa un “lavoro non gradito”.
Ma questa è un’altra questione, la distinzione di ruolo nella società (e relativa gratifica economica che ne riconosca equamente la gravosità) non dipende dagli aiuti di Stato ai poveri.
Ed è triste vedere “i migliori” (gaudenti migliori sorti) assecondare, nelle scelte politiche ed amministrative, le derive (queste sì populiste) di “bullismo sociale” da parte dei “vincenti” contro i “perdenti”.
Gli emarginati, fino a che non vengono assunti, come sopravvivono senza soldi? Se non risulta nessun rifiuto di offerta di lavoro legale (e per definire meglio questo è utile il salario minimo) devono essere aiutati a norma di codici di legge e comunque secondo la Costituzione.
L’abbandono degli emarginati non è certo idoneo ad essere monito e sprone per il lavoro; in quanto è senz’altro percepito come macabro sadismo a soddisfazione di frustrati, incapaci di avere autostima senza vedere la malasorte di qualcuno del suo prossimo.
Poca “gloria”, da tutto questo, se ne ricava incassando i riscontri elettorali che hanno consentito una deriva di destra che la strumentalizzata Italia cristiana non merita.
Altro che 350 euro al mese (per di più solo per un anno) in cambio della partecipazione alla formazione (impartita forse da volontari gratis?); cifra di sostegno incredibilmente stimata al ribasso (rispetto ai 500 euro del Reddito di Cittadinanza) tenendo conto dei costi per le spese vitali (quando nelle bollette perfino le tariffe per i soggetti vulnerabili sono aumentate).
E poi e’ davvero conveniente (in penuria di posti di lavoro) avviare al lavoro (magari pure non gradito) chi, per età o contributi, non ha più il tempo materiale (come gli ultra cinquantacinquenni) per maturare neanche una pensione di ammontare pari a quella sociale?
Il suo posto di lavoro non sarebbe più produttivo, anche in termini sociali, riservandolo a chi ha ancora l’età per formare una famiglia e maturare una pensione in linea con lo stipendio?
Ecco, forse la sorgente dell’invidia verso gli emarginati e’ il tempo libero che hanno…
Ma anche il tempo libero (e dunque l’orario di lavoro) e’ un’altra questione… che nulla ha a che fare con la meschinità dell’abbandono di una parte sociale solo per dividere “il fronte nella guerra dei poveri” (tra vecchi “salvati” e giovani).
Chi veramente si suda i soldi per le tasse (che comunque dovrà pagare lo stesso) sa che non è facile avere la sicurezza dell’agiatezza e non rimpiange che venga data l’elemosina agli emarginati (nonostante il rischio di “furbetti”) invece di alimentare i “furbastri” delle spese non necessarie (se non inutili).
di AURELIO ESPOSITO





1 Comment
Purtroppo chi ha portato avanti questa lodevole iniziativa di sostegno sociale lo ha fatto solo ottenere voti e consenso. Non si è preoccupato di creare una organizzazione efficiente nell’individuare effettivamenti i cittadini aventi diritto e nel proporre loro opportunità lavorative reali; i numerosi abusi ed il cambio di governo hanno determinato la fine di progetto. Un’altra opportunità mancata miseramente.