
San Michele Arcangelo: Il Guerriero Celeste che Sconfisse Lucifero 29 settembre 2024
Settembre 29, 2024
Uomo di Apollosa si è impiccato a 42 anni
Settembre 30, 2024
Persone sole, emarginati, carcerati, carcerieri ed infermieri (per ricordarne solo alcuni recenti), nei fatti di cronaca, riportano all’attenzione la crisi sociale che stressa e mette a dura prova anche il senso di umanità messo davanti a situazioni penose che sembrano ledere la dignità umana.
La distinzione dei ruoli operata come discriminazione e’ senz’altro alla base della crisi della società che richiede ordine condiviso.
E’ davvero condivisibile un ordine in cui le retribuzioni di lavoro sono legate soprattutto alla “difficoltà” e quindi ai titoli di studio?
Chi svolge lavori gravosi ed a contatto con situazioni penose non dovrebbe essere maggiormente gratificato economicamente e con un orario ridotto?
Il livello di gratifica per un lavoro non dovrebbe dipendere solo dal fatto che pochi sanno svolgerlo (ad esempio medici e professionisti vari); anche perché spesso il lavoro difficile e’ possibile grazie al contributo di tanti lavori più semplici.
Questo “squilibrio di meriti”, che si riflette nel trattamento economico e nelle condizioni di lavoro in generale, influisce pesantemente anche sull’armonia familiare.
Mettere in crisi la famiglia (cellula di base fondamentale della società), oltre a minare la prosperità della nazione, arreca danno all’equilibrio psicofisico della persona; la quale in un momento di sconforto può giungere a togliersi la vita o toglierla agli altri.
A tali situazioni sono ricollegabili i femminicidi, i quali di fatto nascono da squilibri nelle relazioni tra uomini e donne in particolare nella coppia (motore per la creazione della famiglia).
La questione è semplice da capire ma delicata da risolvere. Chi comanda e chi aiuta? Come rendere giustizia ai valori dei propri lavori? Questione questa ancora più delicata in presenza di casalinga che però necessita di lavoro extrafamiliare (a causa dell’insufficienza di un solo stipendio per la famiglia).
E’ senz’altro un’illusione, in generale, l’efficacia della coppia democratica o, peggio, della famiglia democratica.
E’ evidente, infatti, che con i componenti (due nella coppia e pochi nella famiglia) su posizioni diverse la democrazia diventa anarchia e finisce subito la “comunione” oltre che l’armonia (ognuno fa come gli pare).
Tale situazione e’ aggravata dallo squilibrio di forza fisica tra maschio e femmina. Ecco perché, in genere, l’azione violenta parte dal maschio (che comunque farà una brutta fine). Dunque il risultato complessivo e’ la distruzione della coppia (con relativa famiglia), che viene sdoganata come femminicidio se il maschio sopravvive o suicidio se la femmina viene “graziata”.
Tutto questo porta subito all’attenzione la denatalità e lo spopolamento nelle civiltà occidentali rispetto alle altre, ad esempio (estremo) quella islamica (dove il suicidio è più “noto” come vendetta terroristica o martirio).




