
Foot Table, una disciplina giovane ma in forte crescita. Di Avellino il campione Arovetto Lombardi con il suo nutrizionista il dott. Nicola Coppola
Settembre 12, 2026
CLEMENTE MASTELLA INTERVISTATO DA LUIGI TRANFA
Partiamo dalle Politiche. Che ruolo avrà Noi Di Centro?
L’area di centro è chiamata ad una prova di responsabilità davanti al Paese, superare la logica, deleteria, del cespuglio per non disperdere in mille rivoli il patrimonio politico, culturale ed elettorale dell’area moderata.
La coalizione progressista senza Centro non vince, è scritto nella storia del Paese. La non autosufficienza della sinistra è un dato di fatto. Ma il centro deve dare prova di maturità e unità. In questo senso Noi di Centro darà un contributo fattivo in tutta Italia, specialmente nell’Italia meridionale.
È ancora presto per parlare di candidature e di schieramenti definitivi, ma una cosa è certa e l’ho sempre detta: senza il centro, il centrosinistra non può vincere. Non ha i numeri, non ha la capacità di intercettare quell’elettorato moderato che in Italia è sempre stato decisivo. Noi Di Centro è un partito di centro, autentico, popolare, che parla ai territori, alle famiglie, alle imprese. E proprio per questo può essere l’ago della bilancia.
Certamente, ha ragione. La partita si gioca sui temi: alla gente interessa non chi guida la nave, ma dove la nave va. Le primarie rischiano di essere una inutile conta, serve un programma condiviso e messaggi forti. Per noi di area cattolica occorre partire dal messaggio papale sui limiti legislativi da porre all’IA che rischia di minare la democrazia e contaminare le elezioni, anche amministrative non solo Politiche e da corposi sostegni economici e fiscali al ceto medio, storico bacino del voto moderato oggi in enorme sofferenza a causa dell’erosione salariale dovuta all’inflazione. Noi siamo una formazione radicata che parla alla gente, sui territori. L’area di centro è chiamata ad una prova di responsabilità davanti al Paese, superare la logica, deleteria, del cespuglio per non disperdere in mille rivoli il patrimonio politico, culturale ed elettorale dell’area moderata.
Lei potrebbe tornare in Parlamento? Si parla di una sua candidatura come deputato o senatore?
Vedremo. In politica ho imparato che non bisogna mai dare nulla per scontato. Valuteremo al momento opportuno quale sarà la collocazione migliore per dare forza al progetto di Noi Di Centro e per dare voce al Sannio a Roma.
E se non dovesse andare a Roma, cosa farà a Benevento? In città si parla insistentemente di un terzo mandato Mastella come sindaco.
Al momento c’è una proposta su cui è sovrano il Parlamento. Se e quando diventerà legge, assumeremo le decisioni. Insieme a coloro che mi hanno sostenuto in questi dieci anni. In ogni caso, la soluzione sarà collegiale e dovrà essere la migliora per non far ripiombare la città nel buio.
E Ceppaloni?
Alla mia terra sono molto legato. Darò un contributo diretto. Nelle forme che decideremo con gli amici. Al momento è prematuro dichiarare urbi et orbi quali saranno queste forme. E’ certo che Ceppaloni deve tornare ad illuminarsi e ad essre riconoscibile, un brand: ora lo è grazie alla mia storia e alla mia famiglia, non lo è più come luogo in grado di guidare i processi.
Quindi sono tante le ipotesi sul tavolo?
Sì, sono tante le ipotesi e tante le scelte da prendere in un paio d’anni. Ci sarà tempo per decidere tutto con calma, insieme agli amici e ai militanti di Noi Di Centro. Staremo a vedere come andrà a finire. Per il momento continuo a fare, come ho sempre fatto, il sindaco di Benevento, cercando di fare del mio meglio per la città, per risolvere i problemi quotidiani e per dare una visione di futuro.
15 settembre 2026
CLEMENTE MASTELLA INTERVISTATO DA LUIGI TRANFA





