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In occasione del Forum “Welfare, Italia” 2024, vengono alla mente alcune considerazioni tenendo presente quanto detto dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Riassumendo: “Il sistema di Welfare costituisce un pilastro del nostro modello sociale.
E’ un tratto essenziale della stessa cittadinanza. E’ frutto dei principi della Costituzione il cui percorso d’attuazione deve avere carattere universalistico; costituendo patrimonio di valori di coesione, di solidarietà, di cultura; che nelle sue interconnessioni caratterizza l’Europa”; senza divari territoriali e sociali.
Welfare significa benessere, che deve essere ottenuto tramite il “ben fare” nelle politiche dello stato sociale.
E’ davvero ben fatto far pagare iniqui balzelli anche ai poveri?
Come il Canone Rai (che impedisce di usufruire delle emittenti gratis), Tasse Automobilistiche (indipendenti dal valore delle vetture e dai loro consumi), TARI (chi può spendere poco non può certo produrre tanti rifiuti quanto i più abbienti) e IVA (che, anche se ridotta, colpisce beni essenziali); e poi concedere bonus edilizi (a chi ha già i soldi) quando i poveri non hanno come riparare casa, bonus per l’acquisto di vetture mentre i poveri sono costretti (nonostante le politiche “green”) ad usare vecchie auto inquinanti o ad andare a piedi.
Perfino il patrimonio indisponibile dello Stato fruibile per la caccia e’ precluso ai poveri che non ne possono pagare i balzelli connessi; intralci che possono essere anche di natura non direttamente economica ma “burocratici” come nel caso dell’aeromodellismo.
La solidale redistribuzione delle risorse tra i cittadini non può essere operata solo tramite una spartizione tra schieramenti di classi sociali “compagni di merende”.
Per un cristiano la direttiva e’ chiara (Vangeli: Matteo 19, 21 e Marco 10, 21 e Luca 18, 22; in cui Gesù “sorvola” perfino sui comandamenti relativi a Dio ed a quello dei desideri dell’uomo ma elenca quelli “sociali”; specificando di amare il prossimo come se stessi e di non frodare nessuno), Gesù (al giovane ricco) ha detto:
“Vendi ciò che hai e (il ricavato) dallo ai poveri”; cioè bisogna donare i soldi per consentire di comprare ciò che si vuole, non ci si può limitare a lasciare gli avanzi, per di più dati in punti di distribuzione tipo “ghetto alimentare”.
Discorso valido anche per la Chiesa, con l’otto per mille si danno soldi… non beni avanzati; e non si tratta di una donazione che non costa nulla, in quanto sono soldi che non rimangono nelle casse dello Stato.
E non si può fare cassa con la liberalizzazione dei prezzi; i generi essenziali, come quelli alimentari ed i carburanti, devono essere fissi in modo da garantirne la convenienza anche in piccoli negozi e distributori di paese; che spesso offrono l’unico servizio di distribuzione alla portata dei poveri.
“L’indirizzo costituzionale pone al centro la persona, soprattutto per chi si trova nel bisogno”.
Ebbene, quasi 5 milioni di italiani, nel 2023, non hanno fatto un pasto completo ogni due giorni.
La fame aumenta con il costo della spesa e con essa aumenta la delinquenza.
Altre narrazioni costituiscono un quadro fuorviante che si presta a strumentalizzazioni od errori.
Soluzione è la Tessera Essenziale” (altro che TASER e TSO per i disperati) per tutti i cittadini (come il Codice Fiscale o la tessera sanitaria, eliminando così ogni fonte di errore nell’individuazione degli aventi diritto), una card ricaricabile mensilmente per le spese; ogni altro reddito sarà tassato e quindi recuperate le somme da chi ha dichiarato redditi maggiori della card.
Si deve dare a chi non ha e non solo “ridare” qualcosa a chi ha già potuto pagare.
Meloni però ha ragione quando al M5S dice: “Se devo farmi spiegare le cose da voi mi dimetto”.
Ecco, se i “peggiori” emarginati devono spiegare certe cose ai “migliori” governanti… Si dimetta.
Perché ormai è nota la storiella: “Tra Mattarella e la Meloni con la mamma e la sorella, c’è chi fa quattro salti in padella”.





3 Comments
Sarebbe auspicabile che un paese solidale costituzionalmente lo diventi anche realmente.
Una Tessera essenziale universale è una soluzione.
Tuttavia sarebbe auspicabile anche un censimento delle situazioni più disagiate.
I sistemi informatici di oggi lo consentono.
L’esclusione dei soliti furbi eviterebbe la sostenibilità di della iniziativa.
Correzione. L’esclusione dei soliti furbi garantirebbe la sostenibilità della iniziativa.
– La fattibilità dell’esclusione dei furbetti implica totale conoscenza di dati corretti… Cosa onerosa dimostrata irrealizzata. Invece, dando a tutti i cittadini la tessera, ci penserebbe gratis l’Agenzia delle Entrate ad indicare chi dichiara un reddito superiore a quello della card ed a recuperarne la somma anticipatamente erogata. – commento di AURELIO ESPOSITO