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Carmelo Imbirani è nato a Benevento il 10 febbraio 1976 è stato un allenatore di calcio e calciatore italiano, di ruolo centrocampista. nel cuore del Sannio,a Benevento e residente a San Giovanni di Ceppaloni, in un piccolo borgo che sembrava scolpito nella pietra e nei ricordi. Era figlio di una terra antica, dove le colline verdi incontrano il cielo con una forza serena, dove il suono del vento racconta storie di guerrieri e poeti. Carmelo crebbe tra questi paesaggi, con l’anima scolpita da quelle montagne che sapevano di dignità e coraggio.
Sin da giovane, Carmelo mostrò una curiosità viva, una sete insaziabile di conoscere il mondo e di comprendere la profondità dell’animo umano. Aveva un cuore grande, come la sua terra, e un animo gentile che lo rese amato da tutti. La sua passione per il calcio lo ha portare a diventare un bravissimo calciatore e poi allenatore. Cresciuto nel Napoli, esordisce in massima serie il 27 febbraio 1994, Il debutto da titolare arriva il 14 maggio 1995, Nella stagione 1995-1996 parte titolare e sigla 2 gol:. Poco prima l’inizio della nuova stagione 1996-1997 si trasferisce in prestito alla Pistoiese in Serie C1.Dopo l’esperienza toscana, l’anno seguente (1997-1998) è al Casarano, sempre in Serie C1, per approdare nel gennaio 1999 al Genoa a titolo definitivo.[1] A Genova gioca in esterno di centrocampo, ruolo mai più abbandonato.
A fine stagione passa al Cosenza, sempre in Serie B. I. Terminata l’avventura cosentina, nell’estate 2002 torna a casa e gioca per il Benevento in Serie C1. Seguiranno due abbandoni, per indossare le maglie di Salernitana e Foggia (entrambe nella stagione 2003-2004) e Catanzaro (nella stagione 2005-2006), e due successivi ritorni.
Nel 2006 ritorna a Benevento, con la società giallorossa nel frattempo fallita per problemi economici e costretta a ripartire dalla Serie C2, della quale Imbriani diviene il capitano. La squadra , appena risalita in Serie C1, ottiene la finale dei play-off per la promozione in Serie B. Dopo la finale di ritorno il centrocampista, a 33 anni, decide di ritirarsi e intraprendere la carriera di allenatore.
In carriera ha totalizzato complessivamente 32 presenze e 3 reti in Serie A e 70 presenze e una rete in Serie B.
Carmelo viveva ogni giorno come fosse un dono, guidato da un profondo senso di appartenenza e di rispetto per le sue radici. Con le sue parole e i suoi gesti semplici, ispirava chiunque incontrasse, ricordando loro l’importanza di restare fedeli a sé stessi e alle proprie origini. Era un uomo di principi, di quei valori ormai rari che resistono al passare del tempo.
Negli ultimi anni della sua vita, la sua salute cominciò a declinare. Eppure, anche di fronte alla malattia, Carmelo rimase impavido, affrontando il dolore con una dignità che lasciò un segno profondo in chiunque lo conoscesse. Continuò a sorridere, a raccontare le storie del suo Sannio, come se sapesse che, attraverso le sue parole, sarebbe rimasto vivo per sempre.
La sua morte, avvenuta in una serena sera d’autunno, portò con sé un dolore immenso. Il suo cuore smise di battere, ma l’eco delle sue parole continuò a risuonare tra le colline e nelle valli, come un canto antico che non conosce fine. In quei giorni di lutto, il Sannio si raccolse intorno al ricordo di un uomo che aveva amato quella terra con tutta l’anima.
Carmelo Imbirani ci ha lasciati, è morto a Perugia, il 15 febbraio 2013 ma il suo spirito sannita vive in ogni filo d’erba, in ogni pietra di quei monti, in ogni tramonto che incendia il cielo sopra la sua terra. E forse, da qualche parte, il vento continua a portare la sua voce, raccontando ancora una volta le storie che amava tanto, perché il ricordo di chi ha vissuto con passione e integrità non muore mai davvero.
Carmelo Imbriani è ancora vivo nel cuore di tutti i sanniti.




