
“Benevento Cammina”: il cuore della città si apre all’inclusione, allo sport e al benessere
Maggio 5, 2025
CEPPALONI: FESTIVAL DEL LIBRO – II EDIZIONE
Maggio 6, 2025
di ….Carmine Tranfa
I cinque quesiti referendari su lavoro e cittadinanza sono stati promossi (con la raccolta di quattro milioni di firme) da sindacati ed associazioni.
Recentemente, quaranta personalità della “Ricerca e dell’Università”, tra i quali diversi premi NOBEL, hanno rivolto un appello ai cittadini a votare SI.
Il comitato promotore ha chiesto che: “si intende abolire le norme che hanno annullato il reintegro automatico per licenziamenti illegittimi, aumentando la precarietà del lavoro e NON HANNO RISOLTO, in modo duraturo, la disoccupazione giovanile”. Ogni anno ci sono oltre mille morti sul lavoro. In particolare si vuole abolire il “Jobs Act” (legge sul lavoro) voluta dal Governo Renzi nel 2015 e MAI smantellata dai Governi di destra. Questo perché il “Jobs act” è coerente con una visione liberale del mercato del lavoro: meno regole, più libertà per le imprese e meno vincoli sui licenziamenti.
Per questi motivi molte forze sindacali e politiche lo considerano contrario agli interessi dei lavoratori. Queste leggi hanno anche indebolito la tutela storica del lavoro contenuta nell’art. 18 dello STATUTO DEI LAVORATORI (legge n. 300 del 20 maggio 1970). Lo slogan è: vivere da cittadini, lavorare con dignità. Di conseguenza il referendum abrogativo non riguarda una questione tecnica ma uno snodo democratico per i cittadini, chiamati a decidere quale modello di lavoro e di società preferiscono.
In sintesi il referendum rappresenta un’opportunità politica eccezionale per gli italiani di esprimere la propria opinione su temi fondamentali riguardanti i diritti civili e del lavoro.
Per i motivi rappresentati andiamo uniti a votare per il SI a tutti i quesiti al fine di raggiungere il “quorum” del 50 più uno per cento.





