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Pontelandolfo è un affascinante comune situato nel cuore del Sannio, in provincia di Benevento, caratterizzato da un ricco patrimonio storico e culturale. La sua posizione suggestiva tra monti e colline offre paesaggi mozzafiato e un’atmosfera tranquilla, ma la storia del paese è segnata da eventi dolorosi e tragici che ne hanno influenzato profondamente l’identità. Uno dei momenti più bui della sua storia è legato alla strage di Pontelandolfo, avvenuta subito dopo l’Unità d’Italia, e alla figura del brigantaggio, che negli anni successivi all’unificazione del 1861 ha segnato il destino di molte terre del sud.
La Strage di Pontelandolfo del 1861: Un Massacro Storico
Nel contesto dell’Unità d’Italia, l’integrazione del Sud nel nuovo stato unitario fu segnata da forti tensioni e conflitti. Il 14 agosto 1861, un episodio tragico segna la storia di Pontelandolfo e di molti comuni del Mezzogiorno: la Strage di Pontelandolfo. Il paese, che aveva preso parte alla ribellione contro il nuovo stato piemontese, divenne vittima della repressione brutale ordinata dal generale Raffaele Cialdini, al servizio del governo di Vittorio Emanuele II.
I soldati piemontesi, in risposta a un presunto coinvolgimento dei locali nel brigantaggio, invasero il paese, uccidendo numerosi abitanti, tra cui donne e bambini. Il massacro non risparmiò nessuno, con le case saccheggiate e le persone arrestate senza processo. La strage di Pontelandolfo rappresenta una delle pagine più oscure della storia post-unitaria e il segno tangibile delle violenze subite dalla popolazione del Sud per la sua resistenza all’imposizione di un nuovo ordine politico ed economico.
Pino Aprile e la sua Analisi del Brigantaggio: “Terroni”
Nel suo celebre libro Terroni. Tutto quello che è stato fatto perché gli italiani del sud restassero meridionali, Pino Aprile offre una lettura critica e provocatoria della storia del brigantaggio e del ruolo che il sud ha avuto durante e dopo l’Unità d’Italia. Aprile esplora come, fin dall’inizio, l’Italia unita abbia cercato di mantenere il sud in una condizione di arretratezza economica e culturale, attraverso l’imposizione di politiche che ne ostacolavano lo sviluppo.
Il brigantaggio, fenomeno che ha accompagnato gli anni successivi all’Unità, non era solo un atto di banditismo, ma anche una forma di resistenza contro le ingiustizie subite dalla popolazione meridionale, che vedeva nel brigante una figura che combatteva contro l’occupazione straniera, e più tardi contro il nuovo governo piemontese. I briganti non erano solo ladri, ma spesso figure che cercavano di difendere i propri diritti e le proprie tradizioni contro l’oppressione dello stato centrale. In questo contesto, la Strage di Pontelandolfo è vista da Aprile come un esempio della violenza dello stato contro i meridionali.
Il Ruolo del Comune di Pontelandolfo e del Sindaco Valerio Testa
Negli ultimi anni, Pontelandolfo ha visto un rinnovamento significativo, con un impegno da parte delle autorità locali per preservare e valorizzare il patrimonio storico e culturale del paese. Da un anno, il comune è guidato dal Sindaco Valerio Testa, che ha preso l’incarico con determinazione e passione per migliorare la qualità della vita dei cittadini. Sotto la sua amministrazione, Pontelandolfo sta vivendo una nuova fase di crescita e sviluppo, con progetti orientati alla valorizzazione delle tradizioni locali, al turismo e alla sostenibilità.
Il Sindaco Testa si è impegnato anche a mantenere viva la memoria storica di Pontelandolfo, promuovendo iniziative che ricordano gli eventi tragici del passato, come la Strage di Pontelandolfo, affinché le nuove generazioni possano conoscere e riflettere su quanto accaduto.
Cosa Vedere a Pontelandolfo
Pontelandolfo, pur essendo un piccolo comune, offre molteplici motivi di interesse per i visitatori. Oltre alla sua affascinante storia, il paese è ricco di luoghi di grande valore storico e artistico:
Architetture religiose
- Chiesa Parrocchiale del SS. Salvatore: caratterizzata dalla facciata in pietra locale, risale al XVII secolo ma è stata oggetto di diversi rimaneggiamenti nel corso dei secoli. L’interno, a tre navate, conserva pregevoli altari settecenteschi.
- Cappella Santa Maria degli Angeli (XIX secolo).
- Tempio dell’Annunziata: edificato nel XV secolo sulle mura di cinta del Castello, è caratterizzato da un campanile sormontato da una edicola barocca.
- Cappella San Rocco: costruita “fuori le mura” dopo la peste del 1656, è stata oggetto di un rifacimento nel 1785. La facciata presenta un porticato dal quale si accede al luogo sacro che custodisce interessanti sculture lignee.
- Edicola di San Donato: conserva pregevoli maioliche cerretesi del XVIII secolo ed è stata edificata nel luogo dove sorgeva una chiesetta demolita nel 1962.
Monumenti
- Monumento in onore delle vittime di Bridgeport in località San Donato;
- Monumento in onore dei Sanniti Pentri;
- Monumento ai caduti.
Aree naturali
- Lago Spino: sito a nord-est del monte Calvello, nasce ai confini fra i comuni di Pontelandolfo e Morcone. Il lago ha una superficie di 1 km².
- Torrente Lente: visitabile dalla contrada Cerquelle in località Vreccola.
Conclusione
Pontelandolfo è un luogo che racconta tanto della storia d’Italia, in particolare del periodo post-unitario, con le sue ferite, le sue tradizioni e le sue lotte per la giustizia e la libertà. La memoria storica, conservata attraverso luoghi simbolici e iniziative culturali, è essenziale per comprendere le radici di un territorio che ha sofferto le conseguenze delle violenze della storia, ma che oggi guarda al futuro con speranza, grazie anche all’impegno del Sindaco Valerio Testa e della comunità locale. Pontelandolfo rappresenta un perfetto esempio di come la storia e la memoria possano diventare strumenti di crescita e di consapevolezza per le future generazioni.




