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Nicola Coppola è il giovane nutrizionista avellinese che ha scelto un canale inusuale: i social, e in particolare Instagram per parlare di alimentazione e benessere.
Lo fa oggi, nel cuore dell’Irpinia, in un momento storico in cui la salute è sempre più legata allo stile di vita.
La sua missione? Comunicare concetti scientifici complessi in modo semplice, diretto e visivamente accattivante. Dal suo studio di Avellino allo smartphone di chiunque lo segua, Nicola Coppola sta costruendo un ponte tra scienza e quotidianità, tra teoria e pratica.
«Instagram è una vetrina», spiega Coppola. «Le persone trascorrono lì buona parte del loro tempo libero. Se voglio arrivare a chi non sa a quale professionista rivolgersi, devo stare dove loro cercano contenuti. Ho scelto questa piattaforma, più di TikTok (su cui è presente ma in maniera minore), perché mi permette di arrivare “nelle mani” delle persone nel modo più semplice e rapido possibile».
Ma rendere la nutrizione comprensibile a tutti non è un’impresa da poco. «La medicina e la biologia sono le scienze dei perché: a ogni causa corrisponde un effetto», racconta. «Oggi sappiamo, per esempio, che l’intestino è il nostro secondo cervello.
Da lì parte anche il benessere psicologico. Per questo cerco di semplificare concetti complessi e scardinare convinzioni errate. Con i bambini, invece, uso forme e colori: così l’educazione alimentare diventa un percorso familiare».
Il linguaggio visivo gioca un ruolo cruciale nella sua comunicazione digitale. «È importantissimo», sottolinea. «Ogni grafica che pubblico ha un significato preciso. Mi serve per rendere chiari i disturbi e i sintomi e spiegare l’importanza di prendersi cura di sé. In un minuto di video ci metto voce e faccia, con l’obiettivo di trasmettere un’idea di benessere e nutrizione a 360 gradi».
I risultati, a giudicare dal feedback dei pazienti, non si sono fatti attendere.
«Sto avendo successo in buona parte della Campania proprio grazie a questo tipo di comunicazione», dice Coppola. «Ognuno di noi ha bisogno di un nutrizionista: è una figura indispensabile. Come dicevano i latini: mens sana in corpore sano».
Guardando al futuro, Coppola immagina un nutrizionista sempre più comunicatore. «Essere sui social non basta», conclude. «Ci vuole empatia, apertura, semplicità. Bisogna far capire ai pazienti cosa stanno facendo anche in studio, instaurando un rapporto di fiducia che non si esaurisca dopo la visita. Io cerco di essere disponibile anche fuori dall’ambulatorio, chiarendo ogni dubbio».
FONTE:IL MATTINO




