
IL DRAMMA NEL SANNIO:SI SPARA UNA FUCILATA IN CAMERA DA LETTO, TRAGICO GESTO DI UNA PERSONA DI 62 ANNI
Marzo 28, 2025
Referendum tradito e gestione pubblica del servizio idrico: convegno all’Università del Sannio per la Giornata Mondiale dell’Acqua
Marzo 31, 2025
Di Lakis Pertsemlis
Giuseppe Moscati, nato a Benevento il 25 luglio 1880, è una figura emblematica della medicina e della carità, nonché un esempio di resilienza e dedizione.
Medico, ricercatore e docente universitario, è stato proclamato santo da Papa Giovanni Paolo II nel 1987, un riconoscimento che celebra non solo le sue capacità professionali, ma anche il suo impegno umanitario.
La vita di Moscati è segnata da eventi che ne plasmano il carattere e la vocazione. Dopo che il fratello Alberto subisce un grave infortunio durante il servizio militare, Giuseppe si prende cura di lui, un’esperienza che accende in lui l’interesse per la medicina. Questa inclinazione si approfondisce ulteriormente dopo la tragica morte del padre, avvenuta a causa di un’emorragia cerebrale, che lo colpisce nell’anno in cui si iscrive alla Facoltà di Medicina. Nonostante le difficoltà personali, Moscati si laurea a pieni voti, dimostrando una determinazione e una resilienza straordinarie.
Moscati inizia la sua carriera presso gli Ospedali Riuniti degli Incurabili di Napoli, dove rimarrà per cinque anni. Durante questo periodo, la sua giornata inizia presto: si alza per visitare gratuitamente gli indigenti dei quartieri spagnoli, incarnando il suo spirito di servizio. Questo approccio umanitario non è solo una parte del suo lavoro, ma una vera e propria missione. Moscati si dedica con passione e compassione ai più bisognosi, offrendo cure e conforto a chi non ha accesso ai servizi sanitari.
Nel 1911, di fronte a un’epidemia di colera che colpisce Napoli, Moscati viene coinvolto in ricerche per affrontare la crisi sanitaria. Presenta una relazione all’Ispettorato della Sanità Pubblica sulle necessarie opere di risanamento della città, evidenziando il suo impegno non solo come medico, ma anche come cittadino responsabile. Tuttavia, molte delle sue proposte verranno realizzate solo parzialmente, sottolineando le difficoltà del contesto in cui operava.
La vita di Moscati è segnata anche da eventi personali luttuosi, come la morte della madre nel 1914 a causa del diabete. Quando scoppia la Prima Guerra Mondiale, egli si offre volontario per il servizio militare, ma la sua domanda viene respinta, riconoscendo l’importanza del suo lavoro a Napoli.
Giuseppe Moscati muore prematuramente il 12 aprile 1927, lasciando un’eredità di amore e dedizione. La parrocchia di S. Giuseppe Moscati, nel quartiere Capodimonte di Benevento, celebra ogni anno la sua memoria liturgica il 16 novembre, onorando un uomo che ha rappresentato un faro di speranza e solidarietà per la sua comunità.
Giuseppe Moscati è un simbolo di resilienza e di altruismo, un esempio luminoso per tutti noi, che ci invita a prenderci cura degli altri e a lottare per un mondo migliore. La sua origine beneventana è una parte fondamentale della nostra identità che continua ad ispirare generazioni.




