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Articolo n.22 del 22/02/2025
DAZI VOSTRI…
DI AURELIO ESPOSITO.
Nel nuovo ordine mondiale come distinguere il bene dal male?
Difensori ed aggressori, protezionisti e liberisti, mondialisti e nazionalisti, creazionisti ed evoluzionisti, religiosi ed atei, tante contrapposizioni che rendono confusa anche la semplice distinzione tra onesti e disonesti.
Da deportato a deportatore bastano poche ore di un’incursione, questione di genocidio come definizione; da guerra strategica a tattica operazione speciale è questione di accaparrarsi qualche minerale; da eroe a criminale e’ questione di un accordo finito male.
Altro che leggi di mercato ed economia globale, passare dal commercio libero ai dazi e’ questione di provvigione per qualche paperone; se all’improvviso si può fare a meno delle merci altrui allora gli acquisti erano solo un modo per finanziare la dipendenza da un mercato fasullo, creato per distogliere dalla produzione essenziale e destabilizzare l’economia reale di paesi emergenti o in via di autonomia.
Da cittadino del mondo a capo tribù è un superamento della destra al potere come tabù. Da ammiratori dell’ordine cosmico ad adoratori del caos primordiale e’ un viraggio comico che non ha niente di naturale.
Sacrificare l’innata religiosità per un artificioso ateismo non è conquista intellettuale ma regressione al banale intelletto animale che concepisce solo la materialità.
Onestà e disonestà divengono mere definizioni, relative a circostanze ed opportunità.
Dal quadro globale a quello locale, la situazione è a prova di ogni narrazione che non tenga conto del Cristianesimo.
L’ottica cristiana invece mostra chiaramente, nelle multiformi devianze sociali, una coerenza nell’opera del maligno sempre tesa alla distruzione dell’umanità erodendo ogni ordine sociale naturalmente percepito giusto.
Le narrazioni prive di logica oggettiva sono le nuove armi di confusione di massa, con cui autoritariamente inculcare a piacere canoni di normalità palesemente contraddittori e percepiti come innaturali.
A partire dalla distinzione e dal ruolo dei sessi, alla base dell’ordine nella famiglia quale cellula del tessuto sociale; argomento di netta differenziazione tra i popoli, in cui emerge netta la crisi della famiglia, della coppia e quindi della natalità in un occidente sempre più percepito come decadente nonostante la maggiore ricchezza economica (non equamente divisa).
L’habitat familiare è minato anche da una gestione dell’ordine pubblico e del territorio che, specialmente nei piccoli paesi (non a caso in via di desertificazione), e’ segnata da amministrazioni di parte (magari anche in presenza di opposizioni inerti, in quanto fittizie) ed istituzioni adagiate sulla linea politica dei gruppi più forti e sull’inerzia nel fare controlli incrociati (a discapito dell’equilibrio tra poteri e funzioni).
In tali ambientini (e non solo), ogni forma di autorità non viene più percepita come meritocratico frutto (di una sana società) a garanzia dell’eccellenza nella gestione della cosa pubblica, ma invece come espressione di corporativismi vari se non di poteri occulti (e neanche tanto) o semplicemente di “caporali” la cui mediocrità disgusta ed incita alla sprezzante ribellione; che (come raccontano le cronache anche nei casi della scuola e delle strutture sanitarie) sfocia in gravi mancanze di rispetto, proprio verso quegli operatori che dovrebbero essere simbolo di uno Stato efficiente, presente e pulito. Stato che viene percepito non interessato ai cittadini ma ai soldi dei contribuenti, non ai genitori primi precettori dei figli ma agli “allevatori” di propagandisti di sistema con il pezzo di carta, soldatini e robottini da manovrare come burattini.
Un’apocalisse sociale del mondo occidentale (e non solo) che fa il paio con l’apocalisse dei disastri naturali ed artificiali che avvengono e si delineano a scala planetaria; tutto lascia presagire l’avvicinarsi del relativo quadro biblico, partito con l’erronea ribellione della donna e proseguito con la sua indipendenza autolesionista.
SANNIOALCENTRO





2 Comments
Una lucida disamina delle incongruenze sociopolitiche del nostro tempo. Almeno fin quando non sono stati introdotti riferimenti religiosi e patriarcali.
“La lucida disamina mi appare proprio perché con la Luce del Cristianesimo ho sempre presenti “riferimenti di patriarcale religiosità” come misura di paragone; altrimenti, con il solo libero arbitrio del mondo, non si potrebbe trovare nulla da eccepire in quanti agiscono senza alcun tipo di remore (cosa che certo non porta alla pacifica convivenza).” Commento di AURELIO ESPOSITO