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Paderno Dugnano è un comune italiano di circa 47.500 abitanti in provincia di Milano dove Riccardo, 17 anni, ha ucciso il suo fratellino Lorenzo, 12 anni, sua madre Daniela, di 48 anni e il suo papà Fabio di 51 anni.
La sera prima dell’omicidio c’era stata la festa di compleanno di suo padre, e tutto è proceduto nella norma e nessuno ha notato qualcosa di strano nel ragazzo. Non c’è un movente, perlomeno un movente giudiziario. È un ragazzo che non aveva alcun motivo né c’era nessun presagio che poteva far pensare a un epilogo del genere. Nessun segnale di allarme. Qualcosa covava però nella sua testa, magari da tanto tempo.
Prima ha pensato di raccontare la storia che era stato il padre, dicendo ai carabinieri : «L’ho ucciso io con lo stesso coltello» che lui aveva usato per uccidere mia mamma e mio fratello. Infine, dopo 12 ore di interrogatorio ha confessato di essere stato lui a ucciderli, dicendo «Mi sentivo un corpo estraneo alla famiglia, sentivo un disagio e ho pensato che eliminandoli tutti mi sarei liberato anch’io: ma poi ho capito che non era così ma ormai era troppo tardi per tornare indietro”
Dopo la confessione, il 17enne è stato arrestato.
Tutto questo è avvenuto nella notte tra sabato 31 agosto e domenica 1° settembre 2024 nella villetta dove abitava questa famiglia, queste quattro persone, in un paese tranquillo alle porte di Milano.
Una famiglia “normale”, “Erano dei gran lavoratori”, dicono i vicini.
Alcuni conoscenti descrivono il ragazzo come “studioso e tranquillo, che faceva sport”. “L’ultima persona dalla quale ti aspetteresti una cosa del genere. Nessuno sapeva di problemi con nessuno dei suoi familiari”
Secondo quanto stabilito dal primo esame del medico legale, la maggior parte delle coltellate, più di dieci, sono state inferte al fratellino 12enne che nel momento dell’aggressione si trovava nel suo letto. Nella cameretta sono stati rinvenuti anche suo padre e sua madre, entrambi con indosso biancheria da notte. Non è da escludere l’ipotesi che i genitori, attirati dalle urla del figlio minore, siano corsi nella stanza in due momenti diversi e una volta lì siano stati sopraffatti dalle coltellate del loro primogenito. Il giovane di 17 anni accusato del triplice omicidio della sua famiglia a Paderno Dugnano, ha confessato davanti ai magistrati i dettagli agghiaccianti della tragica notte. Durante l’interrogatorio, il ragazzo ha descritto le fasi dell’omicidio, iniziato con una “esplosione” di violenza che lo ha portato a infliggere 68 coltellate complessive, prevalentemente nella zona del collo.
“È una tragedia che ci ha lasciati tutti sbalorditi”, ha affermato il sindaco di Paderno Dugnano Anna Varisco preannunciando la proclamazione del lutto cittadino per il giorno dei funerali.
Nessuno può sapere cosa c’è dentro la testa di una persona, quali sono le motivazioni vere e reali che spingono un ragazzo a compiere gesti simili. Purtroppo ormai ovunque nel 2024 avvengono casi di omicidi, femminicidi, stragi familiari, suicidi e i mass media ci hanno abituato a questo ma umanamente parlando non è normale che possa succedere in Italia una strage del genere, una storia che lascia noi tutti increduli, sconvolti e ci chiediamo cosa cova nella propria mente umana un giovane, magari per anni, per arrivare a compiere un gesto così estremo. Purtroppo non ci sono molte parole da aggiungere. Si parla di quattro vite distrutte per sempre, con tre persone uccise da un loro familiare, la cui vita è altrettanto distrutta dato che dovrà passarla con questo gesto sulla sua coscienza e su cui avrà molto da riflettere, in carcere.
LA REDAZIONE



