
Terranova di Arpaise, con un team promozionale il Gruppo di Protezione Civile Intercomunale ha aperto le iscrizioni e distribuito brochure informative
Settembre 30, 2024
Nella Contrada Russi di Arpaise l’attesa Sagra della Castagna giunta alla 28esima edizione
Ottobre 2, 2024Prima d’invocare un “interventismo di principio” bisogna ricordare che democrazia, diritti e libertà si possono avere se siamo vivi.
La priorità è pensare alla sicurezza, che con le superpotenze richiede alcuni limiti oggettivi frutto di situazioni geografiche di fatto. Il dialogo per un punto d’incontro è realistico se si tiene conto delle esigenze strategiche globali, che prevedono siti militari intoccabili come Putin per i giudici occidentali…
Cosa accadrebbe se venisse distrutto un deposito con conseguente esplosione nucleare sul suolo russo? E’ un ragionamento non “filo russo” ma “filo se stessi” oltre che prudente ed obiettivo.
Analogamente per la missione UNIFIL sul fronte libanese; considerando la varietà dei combattenti pro palestinesi, cosa accadrebbe se qualche frangia “autonoma” arrivasse ad usare un’arma “sporca” di distruzione di massa su Israele? L’attribuzione di responsabilità ed il giudizio d’intervento sarebbero appannaggio dei servizi segreti o della giustizia in ambito ONU?
A cosa giova un contingente militare italiano, al confine libanese, che non è in grado di fermare gli scontri armati? Una simile inefficacia viene percepita anzi come implicito aiuto di parte solo per Israele. Infatti l’asimmetrica capacità militare consente ad Israele di colpire via aria su varie rotte, grazie alla sua superiore aviazione di cui il Libano non è dotato; mentre l’unica via di terra (la linea blu, marcata con 272 barili blu) è “sbarrata” dall’ONU che rende inefficace la maggiore consistenza numerica degli schieramenti alleati dei palestinesi.
Ormai non si tratta più di “sorvegliare a vista i barilotti” per intimare l’alt; Beirut viene pesantemente bombardata a piacere e questo attacco alla capitale del Libano ha spinto l’Iran in stato di guerra.
La pioggia di centinaia di missili iraniani su Israele (in particolare sulla capitale Tel Aviv) ha mostrato ancor più la locale inconsistenza delle truppe ONU; senza contare l’incomprensibile contrasto con l’assoluta mancanza di truppe ONU a Gaza. Si tratta di fronteggiare armi moderne quali missili ipersonici, la cui fase terminale più lenta ma manovrata rende più difficile l’intercettazione e più facile la saturazione delle difese (non seguendo una prevedibile traiettoria balistica che richiede meno intercettori).
Pertanto la situazione appare come un caso di “missionificio”, i cui costi non hanno senso nella classica ottica di soldati all’estero che dovrebbero conquistare o difendere nel contesto di situazioni in atto. Anche le missioni di presenza in paesi NATO quali quelli baltici appaiono di dubbia “convenienza”; forse che qualche migliaio di soldati potrebbero cambiare le sorti in un conflitto con la Russia?
La deterrenza è costituita dall’impegno d’intervento della NATO in caso d’invasione. Così come accadde per il Kuwait dove non c’erano truppe NATO ma fu lo stesso da loro liberato…
“Soldati a spasso per il mondo”, in apparenza senza neanche risultati sostanziali, fanno sorgere la percezione di solite motivazioni “economiche” (più che strategiche); che gettano ombre anche sul reale motivo di tanto entusiasmo per entrare nella NATO a discapito di una più prudente e tradizionale posizione neutrale (che comunque aveva garantito la pace).
Forse “la furbata” di pagare i nostri soldati e far combattere gli altri non gioverà all’immagine ed alle sorti future.
Già l’Ungheria respinge di mandare personale militare in Ucraina e la Croazia giudica una missione NATO come pericolosa per l’interesse nazionale.




