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Ormai, d’estate, una tradizione: Clemente Mastella ospite di Diego Della Valle a bordo di «Altair», l’ottimo yacht. «Arrivano i potenti della terra e i più grandi cantanti: e che devo fare io, restarmene in silenzio?».
Sindaco, sta andando in vacanza anche quest’estate 2025?
«Diego è mio fratello. Ci conosciamo con Alessandro Momi fin da ragazzi e da allora siamo rimasti in amicizia. Una volta andai a casa sua a Casette d’Ete e dormii in un letto antico, che era stato di Giacomo Leopardi. Insomma, ci vogliamo bene davvero. È chiaro che se uno frequenta questo tipo di persone, qualche cosa di importante succede…».
E cioè?
«Succede che poi esci sui giornali. Una volta con Lenny Kravitz».
Con Baglioni?
«A De Mita suggerii di citare “i vecchi” di Baglioni. Io e Claudio diventammo amici».
Due volte ministro, eletto per la prima volta nel ’76. Vicissitudini e scandali non lo hanno piegato, anzi, perché, anche alle ultime comunali, ha fatto il bis. Sempre a Benevento.
Sindaco, ha mai pensato di ritirarsi?
«No, perché non saprei che fare. E poi, mi creda, la politica è una malattia incurabile. Una passione, forse la più grande della mia vita».
Suo fratello, la sua famiglia?
«Mio fratello dice che sono matto. Ma la verità è che se tu smetti, poi non ti riprendi più».
«Quella Dc l’ho amata fino alla follia, ed era il più grande partito della storia italiana, ma poi è caduta, sai che dolore?».
E così Mastella, in più di 50 anni di politica, non si è mai fermato, anzi. Oggi racconta i suoi aneddoti, tra musica e politica, tra amicizie e storia.
Le crociere saltate?
«Sì, fu un danno economico. Andò così: ci fu il governo balneare e io persi i soldi, non potevo partire. Quella crociera sarebbe dovuta durare almeno 3-4 ore, era lunga come la mia vita politica. Non sarebbe mai esistita, ma alla fine ci ho rimesso dei quattrini. Il giorno dopo sui giornali si parlava solo di quella storia».
E l’amicizia con Baglioni?
«Eravamo a Hamilton, su una crociera: Baglioni mi invitò a cantare. Da allora nacque un sentimento di stima reciproca».
Ma cosa accadde veramente quella volta con Lenny Kravitz?
Era il 2007, stavo a Capri a casa di Diego Della Valle: scendemmo dal “Altair” ed ecco che incontrai Lenny Kravitz. Appariscente, con gli occhiali neri, le catene, i capelli lunghi e ricci, il fisico. “chi è questo?”, chiesi. E lui: “È Lenny Kravitz, è famosissimo”. E io, allora, mi feci fare una foto con lui. Me la invidiarono tutti i miei compagni. Perché è chiaro che in certi ambienti c’è anche un po’ di competizione…».
Un’estate al bacio, insomma?
«Sì, anche perché in quell’occasione c’era pure Antonello Venditti: suonò il pianoforte e mi dedicò “Notte prima degli esami”. Insomma, ricordi indimenticabili».
Il Papa e il matrimonio?
«Papa Francesco mi ha benedetto gli anelli e ci ha fatto gli auguri. Ho chiesto a Leone XIII una benedizione anche per Benevento».
La sua estate più bella?
«Ricordo le feste organizzate da Baglioni a Ansedonia. C’erano tanti cantanti, tanti politici, un’atmosfera magica. Allora eravamo felici davvero. Oggi, purtroppo, non è più così. Però almeno posso dire che io ci sono stato. Ho partecipato, ho conosciuto i grandi e le persone migliori. Soprattutto siamo stati felici. E per questo mi dico fortunato».




