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Le truppe mastellate sono di nuovo in marcia. Forse un po’ malconce, ma sempre fedeli e con la scheda del voto in bocca, risalgono la Campania che deve rinnovare il governatore e aspettano il primo ordine del loro leggendario condottiero: Clemente Mastella da Ceppaloni, il sindaco di Benevento che, anche nella prossima tornata elettorale per le Regionali, si siederà al tavolo delle trattative più importanti. Anzi: è già seduto. Sa che la partita, stavolta, è estremamente importante per il centrosinistra e, come al solito, possono perciò risultare fondamentali la sua profonda esperienza e il noto, sublime talento per l’inciucio e l’accordo bizantino, la sua efferata capacità di osare, e sparigliare. Ha iniziato subito. Facendo un ragionamento semplice quanto infido: «La Campania non è sul tavolo di un nome (ingombrante)».
Annusata una certa aria un po’ baldanzosa dalle parti del Nazareno, sede dei dem, e colto un certo cinsichiare sul profilo del candidato, Mastella ha parlato chiaro. Prima ha ricordato ad Elly Schlein che la Campania, a differenza della Toscana e, forse, della Puglia, non è una regione storicamente di sinistra, ed è, per questo, molto più contendibile (Elly pensa di perdere in Veneto, vincere facile in Toscana, Puglia e Campania, e giocarsela nelle Marche). Poi ha indicato il suo candidato: Roberto Fico, il grillino che, dopo aver importato tappeti dal Marocco, per un meraviglioso capriccio del destino finì a fare il presidente della Camera. «Ma io non ho pregiudizi. E Fico è il più democristiano tra i 5 Stelle».
Fico sarebbe gradito pure a Conte, Elly non avrebbe preclusioni e l’unico da convincere resterebbe così Vincenzo De Luca, il fratello, che preferirebbe lasciare la poltrona all’amico Sergio Costa. Il punto, comunque, è che ancora una volta tutti sono obbligati a ragionare sulla proposta di Mastella: la dimostrazione che Clemente, a 78 anni (di cui 33 tra Camera e Senato, 10 a Bruxelles, e poi tre volte ministro, sei partiti fondati, con la tessera della Dc nel portafoglio e nell’animo), non è solo un meraviglioso personaggio (capace di cadere e rialzarsi, mai rancoroso, cinico in allegria, «Ho iniziato a fare politica qualche settimana prima che mia madre mi partorisse»), ma una diavoleria veloce come capacissimo di mangiarseli, quasi, tutti.
Il sostegno al grillino Roberto Fico per guidare la Regione potrebbe essere decisivo. E lui si vanta: «Ho iniziato a fare politica qualche settimana prima che mia madre mi partorisse»
Fonte: sette.corriere.it




