
LA VIA CRUCIS A PESCO SANNITA: UN’ESPERIENZA DI COMUNITÀ E SPIRITUALITÀ GRAZIE ALL’IMPEGNO DEI GIOVANI
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Data: Sabato 5 aprile 2025
Benevento – Nel pomeriggio di sabato 5 aprile 2025, centinaia di cittadini si sono riuniti a Benevento per dar vita a un corteo pacifico ma fortemente sentito, volto a manifestare una profonda e giustificata indignazione contro una vicenda che ha scosso l’intera comunità: una storia di presunti maltrattamenti, torture e abusi inimmaginabili ai danni di animali, cani, perpetrati – secondo quanto emerso – da un giovane beneventano con la complicità della madre.
Una realtà tanto atroce quanto nota da anni tra i residenti, ma che solo di recente ha attirato l’attenzione pubblica su larga scala. I racconti, al limite dell’umanamente concepibile, parlano di presunti atti di violenza estrema, stupri, sevizie e uccisioni di cani, alcuni dei quali sarebbero stati procurati dalla madre stessa del giovane. Un comportamento criminale che ha suscitato orrore e rabbia.
Durante il corteo, svoltosi tra le vie principali della città, non sono mancate critiche nei confronti delle Istituzioni, , accusate dai manifestanti – tra cui l’attivista Enrico Rizzi – di non aver agito con sufficiente prontezza e determinazione di fronte a una situazione nota da tempo, da anni. Le parole di Rizzi, accolte con tantissimi applausi, hanno evidenziato la necessità di un impegno concreto da parte degli organi competenti.
Secondo indiscrezioni, il ragazzo e la madre non si trovano più nella loro abitazione a Benevento e sarebbero stati trasferiti in un paese della provincia di Benevento, nel sannio.
Il corteo – anche senza raggiungere fisicamente i responsabili – ha rappresentato un importante segnale civico. Un grido collettivo che chiede giustizia, verità e soprattutto un intervento deciso da parte delle forze dell’ordine, della magistratura, dei servizi sociali e delle istituzioni locali e nazionali.
Questa vicenda non può e non deve rimanere impunita. La mobilitazione di oggi testimonia che la città non è disposta a voltarsi dall’altra parte.
È solo l’inizio di un percorso di denuncia, consapevolezza e richiesta di giustizia per chi non ha voce: i cani, i migliori amici dell’uomo.
SANNIOALCENTRO




