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Sulla scacchiera mondiale i giocatori russi, maestri per antonomasia, sembrano aver fatto le mosse giuste; a corto di pezzi (non solo d’artiglieria) sembra invece l’attore ucraino che fieramente ha ricordato all’alleato americano di non aver attraversato l’oceano (quello bellissimo per Trump) per andare a giocare a carte.
Pur tuttavia il poker e’ il gioco locale ed il bluff e’ il pezzo forte di maestria; come la terza guerra mondiale solo per scroccare qualche minerale, cosa per la quale perfino il più gretto e meschino oligarca o miliardario si guarderebbe bene dal fare e penserebbe piuttosto a continuare ad abbuffarsi e scialarsi a modo suo, invece di distruggere la Terra (vero obiettivo del demonio).
Certo bisogna essere buoni attori ed il padrone di casa ha sottolineato il mediocre livello del malcapitato ospite senza buone carte; il quale “buttando all’aria il tavolo” delle carte e’ stato poi, a sua volta, buttato fuori senza tanti complimenti…
Nei giorni degli Oscar le belle statuine portate a casa sono stati i poveri diplomatici, “con le mani nei capelli e le lacrime agli occhi” mortificati nella loro professionalità da cotanta “carnevalata” in mondiale visione.
Gli USA sono il paese del “The show must go on” e questa volta il pezzo migliore non è venuto dagli Studios Hollywoodiani ma dallo Studio Ovale.
L’ospite rinfacciato, dopo aver “gridato” di aver già ringraziato molte volte il popolo americano, affatto pentito fa sapere di non voler chiedere scusa per l’accaduto; come dire “perdono a Dio non a te”, in consono stile western…
Ma lì al tavolo da gioco non c’era Terence Hill, in veste stracciona però più baro dei bari, bensì il malcapitato ospite europeo di fronte al “simpatizzante” dei “cornuti” assalitori di Capitol Hill e compagni.
Europeo percepito come espressione di quella UE “nata per fregare gli USA”; quando poi nel mondo c’è già chi ha coniato il termine “racket diplomacy” per stigmatizzare certa politica d’oltre oceano (e non solo).
E quasi sicuramente, in tutta questa storia, la fregatura e’ invece proprio per la UE stretta nel bipolarismo oriente-occidente che difficilmente potrà essere curato solo con il Litio…
Che, a proposito, serve anche (se non maliziosamente soprattutto) per le bombe termonucleari a fusione…Solo che per lo scopo militare serve un particolare e più raro isotopo di Litio, dunque tutto il rimanente di scarto può tranquillamente andare anche al grande mercato delle batterie per automobili. Forse non si tratterà proprio di “merda venduta per cioccolata”, magari per le già rotte uova pasquali, ma il sospetto potrebbe sorgere.
Comunque, nel vecchio continente la prima ad essere fregata e’ la macchina a motore termico (eccellenza industriale a livello mondiale); e non si vede all’orizzonte un Aldo Fabrizi, nella veste del prete che fa testa e testa i ladruncoli, per far restituire la macchina del commissario Totò (UE).Sembrano allontanarsi i tempi dei costruttori europei le cui auto a motore termico vincevano coppe di ogni tipo; nel mondo i nuovi boss con la coppola distruggono mercati e nazioni.In una di queste magari c’è pure chi, sereno nell’accostare la politica russa al nazifascismo, forse farebbe meglio a gustarsi la coppa del nonno in silenzio.Al cospetto di questo quadro (di guerre inutili e soldi buttati, altro che carte da poker per chi risponde “picche”), lo smarrito italiano medio (più abituato alle carte napoletane) forse si chiederebbe: “Che coppole sono?”.
Ed il navigato napoletano (più abituato a rispondere “coppe”) sentenzierebbe: “So’ coppole ‘e carte”, quelle che rimangono all’Europa se non si compatta nel Cristianesimo.
Articolo n.23 del 04/03/2025 di Aurelio Esposito.




